Park city
Park city è un progetto teorico che ha come tema d’intervento i tessuti urbani che possiedono una bassa identità (storica, urbanistica, architettonica, ecc.).
Sono state interpretate quattro fotografie della periferia di Milano attraverso una nuova metodologia d’intervento: Park city è un modello di città continua, costituita da un tessuto in cui gli edifici esistenti sono integrati con “strutture connettive” – pavimentazioni, piastre pedonali a vari livelli, coperture, pareti, schermi, controfacciate, padiglioni, giardini, ecc. – flessibili (mobili, rimovibili) e programmabili.
Il risultato è un “parco urbano” in cui è scomparsa la differenza tra edificio e esterno, tra vuoto e pieno, tra pubblico e privato, e tutte le parti sono liberamente percorribili e utilizzabili.
E’ scomparsa la corrispondenza tra tipologia e funzione: qualsiasi funzione può essere svolta in qualsiasi luogo. Tutto coesiste in un unico ambiente (scenario), formato da parti discontinue e da elementi eterogenei – parchi, giardini, piastre pedonali, coperture, padiglioni, edifici, ecc. – tutti dotati di uguale capacità programmatica (qualsiasi luogo può essere posizionato in qualsiasi luogo; i luoghi, oltre che le funzioni, sono intercambiabili e riposizionabili).
Così gli edifici non contengono più solo abitazioni, uffici o negozi, (funzioni per le quali erano stati progettati), ma anche giardini, spazi pubblici, piazze, luoghi d’incontro, percorsi, ecc.
Viene superata la differenza tra scala architettonica e urbanistica: elementi urbanistici (piazze, giardini, percorsi pedonali, ecc.) possono essere collocati negli edifici, come le funzioni svolte nelle architetture, possono essere distribuite nel tessuto urbano.
Le funzioni non sono più soltanto organizzate orizzontalmente (come prevedevano gli strumenti urbanistici), ma anche verticalmente, attraverso piastre a varie altezze e a modifiche tipologiche e funzionali degli edifici esistenti tramite controfacciate abitabili addossate, aumenti di volume per mezzo di padiglioni, svuotamenti, terrazzamenti, ecc., di modo che tutte le parti della città possano essere disposte liberamente e a qualsiasi livello.
Park city propone, quindi, un modello di città in cui tutte le funzioni e le proprie parti possono essere disposte in maniera flessibile e rimovibile in qualsiasi zona o livello, è una città sostituibile in qualsiasi sua parte, in cui tutte le differenze sono serenamente superate a favore di un tessuto continuo, totalmente percorribile e abitabile.
7° Biennale di Architettura. Concorso di idee “Città: Terzo Millennio”, Venezia.
In collaborazione con l’arch. Lapo Lani